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Chi ha detto che in Sicilia non sbocciano fiori?

I fioristi vanno in ferie! Ecco la Sicilia vista da noi, terra generosa dove sbocciano fiori e maturano dolci frutti... ma sono tante le minacce!

Chi ha detto che la Sicilia è arida e secca?! Niente di più falso. In questa estate torrida e caldissima, ci sorprende con un paesaggio verde e lussureggiante! In Sicilia sbocciano fiori di ogni tipo: frangipane e gelsomino, hybiscus e lantana, oleandri e bouganville, loto e stephanotis! La terra nuda è color miele e la macchia mediterranea è estremamente ricca e varia di arbusti e erbe di ogni tipo, che perfettamente si sono adattate alle lunghe calde estati con poca acqua. La Sicilia è dunque una terra estremamente generosa, come i suoi abitanti. Scorre vino nelle valli di vigneti, maturano i fichi che riempiono l'aria di profumo, gli ulivi argento sono rigogliosi ovunque.

Ma è anche una terra crudele come l'ardere dei roghi criminali che lenti avanzano lasciando dietro di sé solo cenere nera e fumo soffocante. Proprio ad Erice, sotto i nostri occhi, si alza una colonna di fumo dalla pineta sottostante, prima sottile e lenta sembra innocua, poi si allarga quasi ad oscurare il tramonto sulle isole Egadi e scende minacciosa ad inghiottire le saline di Trapani. Noi siamo tranquilli al sicuro, siamo felici, ma un velo di amarezza ci stringe il petto. Tutta questa bellezza è minacciata, fragile... e questi atti criminali deturpano il paesaggio e un patrimonio naturale inestimabile. Ma non solo! Incrinano la tenacia degli animi di chi la Sicilia la ama. Le coscienze però sono vigili e infatti è a Scopello che firmiamo volentieri una petizione pubblica che inviti il governo ad aprire un'inchiesta ufficiale sui roghi. 

Camminando per questa terra è evidente che il popolo siciliano abbia da secoli una naturale inclinazione alla bellezza. Lo si evince da grandi monumenti e opere d'arte, tali da lasciare senza fiato, ma anche dalle piccole cose, come un balcone fiorito di gerani a più di 40 gradi all'ombra oppure le mani di un artigiano che abile lavora l'argilla, le urla del pescatore che di mattina offre il pescato fresco alle sapienti cuoche del paese. Sarà forse il paesaggio, la luce, il mare a rendere l'animo siciliano così poetico? Forse! Ma sulla facciata del Teatro Massimo di Palermo si legge "L'arte rinnova i popoli e ne rivela la vita", ma ammonisce così: "vano delle scene il diletto ove non miri a preparar l'avvenire!". Se dunque è vero che la bellezza dell'arte si respira ovunque in Italia e in Sicilia, è vero anche che spesso però si assiste al suo degrado che preannuncia un avvenire incerto.

Il nostro viaggio on the road è fatto anche di incontri, Enza è fiorista di professione e la incontriamo a Castellammare dove porta in mostra sul lungomare alcune sue creazioni. Chiacchierando la notte vola, ci racconta di lei, delle sue avventure in giro per il mondo, dei suoi progetti. È un'anima entusiasta della vita e del suo mestiere, ma un velo di malinconia traspare dai suoi occhi, è il desiderio di tornare a viaggiare, di incontrare luoghi dove le idee hanno un peso, dove gli affari possono prendere il volo. Parla dell'America ma si capisce che il suo cuore ha radici profonde lì dove vive. Questa spaccatura secondo noi è un tratto tipico di un popolo "world oriented", aperto al mondo, agli stranieri, a sua volta fatto di grandi viaggiatori senza paura, ma al tempo stesso così legato alle proprie origini e tradizioni, così "provinciale" da sembrare quasi alla deriva, rassegnato al fatto che ciò che non funziona rimarrà così per sempre. 

Palermo ci sconvolge! Arriviamo il giorno prima della Madonna d'agosto e la divoriamo a bordo di un triciclo a motore guidato da un simpatico Giovanni che ci fa da guida. Si tratta di un mezzo per correre in mezzo al traffico e consumare in velocità una tappa dopo l'altra. La città ne è piena e il codice della strada per loro è un optional. Un'alternativa molto cara rispetto ad una lunga passeggiata ma è di per sé un'esperienza insolita e divertente e ne vale la pena. Arriviamo a sera disorientati, Palermo ha un cuore pulsante, lo senti battere dentro il petto, nelle narici, dentro le orecchie. Ha l'odore acre del piscio sulle strade sporche e quello degli incensi nelle chiese preziose dei marmi e degli altari. Un'altra delle contraddizioni di questi luoghi.   

Ultima tappa Cefalù. Borgo antico con evidenti segni di modernità: mezzi elettrici gratuiti per residenti e ospiti degli alberghi e b&b, centro di raccolta automatico come in Germania di contenitori in plastica e alluminio che restituisce un buono spesa pari a 20 cent ogni pezzo, i primi locali trendy, carissimi e per niente tradizionali. Un'altra faccia delle contraddizioni che convivono qui se pensiamo al traffico paralizzato di Castellammare e ai cassonetti traboccanti di Palermo. Cefalù ci lascia con il cuore contento e ci regala un ultimo tramonto sul mare di un rosso mai visto.

Si riparte, arrivederci a presto... crudele Sicilia color miele. 

I ragazzi di Kadò Flowerdesign