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Bonsai, tutto ciò che non sai! ...inizia il viaggio!

Inizia il nostro viaggio alla scoperta del mondo del Bonsai!

Abbiamo scelto un lunedi qualunque di settembre per andare a Parabiago in visita al Crespi Bonsai Museum, ma non avremmo mai immaginato che una qualunque scusa per passare una bella giornata potesse riservare una sorpresa tale. Vogliamo raccontarvi come Luca Crespi ci ha metaforicamente presi per mano e accompagnato con calma e pazienza ma con decisione, oltre le nostre scontate e banali domande, alle quali non ha dato risposta, per aprirci il cuore all'arte del bonsai. È stato uno shock culturale che ci ha fatto sentire anche un po' sciocchi per la ingenua superficialità con cui ci siamo approcciati a quella che, oltre ad essere un'arte, è anche una via di elevazione spirituale che conduce al ricongiungimento con la natura che ci circonda e i suoi ritmi. 
Quando siamo arrivati, un po' assonnati e stanchi dal week end di duro lavoro, siamo entrati e distrattamente abbiamo iniziato ad ammirare i primi esemplari di bonsai... leggevamo l'età di quei piccoli alberelli e ci stupivamo quando superava i 3 secoli, e poi i 4 secoli e oltre. Ma l'attesa era tutta per lui! Il pezzo forte della collezione, quell'albero che nel 1986 giunse in Italia ed entrò per sempre nella storia della famiglia Crespi e con essa nella storia della cultura del bonsai in Italia, il millenario Ficus Retusa Linn. Ebbene sì, da piu di mille anni vive, respira e osserva benevolo intorno a se, sfidando il tempo e l'eternità, come se per lui la morte non esistesse. Ed eccolo là... nella cupola di vetro costruita apposta per lui, come una serra in cui umidità  luce e temperatura sono ottimali per il suo benessere. Erano ormai le cinque e il sole basso illuminava da dietro la chioma attraverso i vetri. Ai lati due statue come due guardiani a sorvegliarlo. La sua dimensione è considerevole per quello che ci si aspetta da un bonsai, più di3 metri di altezza. Difficile descrivere la sensazione che si prova al cospetto di questa creatura vivente, immobile e fragile, eppure così potente e piena di energia. Sedersi sotto la sua chioma è stato come essere alla presenza di Madre Natura stessa! Un'onda di pace invade chi ha il cuore aperto e ci si sente come dentro un abbraccio.

Un po' frastornati siamo usciti dal museo e ci siamo avventurati tra le serre dell'università del bonsai, la scuola triennale fondata per formare esperti bonsaisti. Tra queste serre ci siamo innamorati di un piccolo esemplare di Serissa di ben 12 anni, era in vendita e abbiamo deciso di adottarlo e lui sembrava sorridesse con i piccoli fiorellini bianchi. È nei corridoi dell'università che abbiamo conosciuto Luca Crespi. Ci ha salutato sorridente e ci ha ascoltato, avremmo voluto toglierci qualche dubbio sui bonsai e magari portare a casa qualche assurda curiosità per fare colpo sui nostri clienti... "ma quanto costa l'esemplare piu prezioso del museo?" "Quanti anni ha il bonsai piu vecchio del mondo?" ... ma come vi abbiamo detto Luca non ha risposto alle nostre domande! Questo perché il costo dei bonsai è sottoposto a trattativa privata con i clienti in ambienti consoni, ma soprattutto perché il desiderio di Luca era quello di spostare la nostra attenzione su ciò che davvero era importante. Il suo invito prima di lasciarci soli a completare la visita è stato emblematico: "Ora continuate, a cuore libero!". Nessuna esortazione sarebbe stata più indicata, perché davvero in quel luogo si tratta di emozioni e di spirito piuttosto che di botanica e di commercio! 
Il bonsai permette di rinnovare il contatto con la Natura e con lo scorrere ciclico delle stagioni anche in città, dove gli spazi domestici dedicati al verde sono piccoli, come balconi o terrazzi. Si può racchiudere in pochi metri quadrati un intero giardino! I bonsai sono letteralmente a misura d'uomo e per questo il dialogo con essi si fa più diretto e intenso. Un'arte a cui sarebbe bene iniziare i bambini fin dalla tenera età,  che educa al concetto del "prendersi cura", insegna a vivere con i ritmi della Natura che sono lenti e ciclici e insegna a vivere il momento presente, il qui e ora. Il tempo del bonsai è infatti molto diverso dal nostro, non è lineare ma ciclico... non importa quanti anni abbia la pianta, chi sia stato il suo padrone precedente o da dove venga, non importa quanto tempo ci vorrà per piegare un ramo secondo il progetto del bonsaista, conta solo la sua bellezza in questo preciso istante e quello che a noi può dare, perché il bonsai ti parla!
Qualche curiosità però ce l'abbiamo! Sapevate che la cura dei bonsai è una passione quasi tutta al maschile? Sembra che siano più gli uomini a saper attendere tanto per avere i primi risultati e gratificazioni. Inoltre vi sveliamo un trucco per capire finalmente quando è tempo di innaffiare la vostra piantina, basta spargere akadama (una particolare ghiaietta) sul terreno e sarà il suo colore ad indicarlo, scuro per sufficiente presenza di acqua e chiaro per mancanza di umidità.  Un suggerimento per trasformare il momento dell'innaffiatura in un rito rilassante? Si possono disporre delle vasche, dette "pesciere", a fianco delle piante e utilizzare appositi innaffiatoi in rame, l'acqua prelevata dalle pesciere avrà avuto tempo di lasciar depositare eventuali residui e avrà la temperatura ideale, naturalmente lo specchio d'acqua nelle pesciere sarà anche un prezioso elemento estetico e decorativo. Infine sicuramente non sapevate che esiste il "bonsai village", una sorta di resort per le piante sofferenti dei clienti, che possono restare fino a quando non si saranno completamente rigenerate, un po' come una spa del bonsai. 
Concludiamo dicendo che il nostro viaggio nel mondo del bonsai non finisce qui,  è appena cominciato e speriamo di potervi coinvolgere e appassionare insieme a noi. A presto! I ragazzi di KaDò Flowerdesign!

 

Bonsai-Dò ...il viaggio continua!

A piccoli passi proseguiamo il nostro viaggio lungo "la Via del Bonsai", una forma di poesia che ci può insegnare tanto! ...si torna a scuola!