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Il "centro" non sta morendo, sta cambiando!

Il centro storico racchiude l'identità di una città! Ma le cose cambiano, la salvaguardia di questo patrimonio non può gravare solo sui commercianti.

Foto di Camillo Zappa
Foto di Camillo Zappa

Basta con le frasi fatte, "il centro storico sta morendo!". Quante volte lo abbiamo sentito... troppe! Il centro storico di Piacenza, così come quello di tutte le altre città italiane, non sta morendo, ma sta lentamente cambiando. I cambaimenti interessano vari aspetti economico e sociali. Il valore degli spazi commerciali si abbassa, poichè l'afflusso dei clienti diminuisce, ma gli affitti non decrescono. Questo fa sì che sia ormai più conveniente trasformare una vetrina in un garage! Alcuni quartieri vengono ripopolati da stranieri in modo massiccio, fenomeno a cui i piacentini non riescono proprio ad abituarsi. Questo probabilmente perchè si tratta di una realtà cittadina medio piccola, quindi ancora restia ad accogliere la diversità. I cambiamenti portano talvolta con sè nuove difficoltà, ma non per questo possono essere arrestati. Questi cambiamenti spaventano e i più allarmisti gridano lo scandalo. Ma forse è ora di guardare in faccia alla realtà. Il centro storico è vivo più che mai, nel nostro articolo "il quartiere Porta Galera ha un cuore pulsante" abbiamo parlato del fiorire dell'associazionismo sotto varie forme.

La realtà dunque è che le città stanno diventando policentriche, le attività commerciali si decentrano a formare nuovi quartieri con diverse identità. E questo deve essere un processo bene amministrato per trasformare il cambiamento in preziosa risorsa. Ma le politiche che hanno favorito il fiorire di centri commerciali accessibili soltanto in auto, alle periferie della città al confine con le tangenziali, non sembrano andare in questa direzione. Sono scelte che non guardano agli interessi della cittadinanza che vede sgretolare le reti sociali che prima si reggevano su un commercio di vicinato. Ora la cosa più preziosa è il parcheggio a qualche metro dall'ingresso del supermercato, con conseguente consumo di territorio, aumento del traffico e dell'inquinamento. Al giorno d'oggi il cliente vuole il prodotto giusto al giusto prezzo ed è disposto a raggiungerlo dove si trova, questo è aspetto da non sottovalutare, anzi da sfruttare.

Il centro storico è stato e rimarrà sempre un polo accentratore che mantiene una forza di attrazione forte. Racchiude in sè l'identità della città stessa, la storia della città racchiusa nella bellezza delle architetture, la cultura custodita in biblioteche, archivi, musei. Il centro è portatore di valori preziosi che vanno custoditi, guai se tutto ciò venisse abbandonato e lasciato deperire. Tutti noi, nel nostro tempo libero sentiamo il desiderio di ripercorrere a piedi le strade a noi famigliari del centro, quelle finalmente prive del traffico automobilistico. Ma noi non vogliamo nemmeno cedere alla malinconia! Non possiamo essere noi commercianti a caricare sulle nostre spalle la salvaguardia di questo patrimonio! La nostra è una categoria in difficoltà che cerca di "sopravvivere"! Non ci può venire chiesto di sacrificare il nostro tempo libero per domeniche con i negozi aperti! Non ci può venire chiesto di aprire anche la sera,  o addirittura la notte! Gli eventi ai quali ci riferiamo sono noti a tutti e a nostro parere servono soltanto a ingrassare le casse comunali e a lusingare il prestigio delle amministrazioni pesando sulle spalle dei commercianti! Non possiamo gestire da soli il cambiamento in atto. Di questo deve occuparsene l'amministrazione, è stato e rimane un loro dovere al quale spesso nessuno ha fatto fronte! E lo si deve fare con politiche sociali e culturali, non chiedendo ai commercianti ulteriori sacrifici, per di più fin qui inutili!

Messe nero su bianco le critiche, rimane il fatto che il centro sta cambiando e con esso anche il modo di fare commercio. La decentrallizzazione è una realtà, un fenomeno in atto da decenni, ma non è da demonizzare. Se esso porterà a creare nuovi "centri" di quartiere, ben venga! Questo il nostro punto di vista, seppur discutibile, ma pur sempre condiviso da tanti tantissimi colleghi e amici. Ne prendiamo atto e faremo le nostre considerazioni per guidare le nostre future scelte aziendali. 

a presto, i ragazzi di KaDò flowerdesign

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