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Il nuovo KaDò... in officina!

KaDò cambia, sì ma dove? E’ giunto il momento di svelarvi dove abbiamo trovato casa. CAPITOLO DUE: La location

La ricerca di un nuovo locale in cui traslocare è stata lunga, per più di un anno, con calma e metodo, abbiamo visitato negozi e magazzini, con o senza vetrina, grandi e piccoli, in centro e in periferia, ma nessuno aveva ciò che stavamo cercando. Ma è inutile tentare di aggiustare la pignatta di coccio con un martello di ferro! Perciò abbiamo preso tempo, abbiamo atteso con pazienza perché sapevamo che, quando avessimo trovato quello giusto, lo avremmo capito senza sforzo. Non sarebbe bastato l’istinto naturalmente, erano tante le esigenze da soddisfare e altrettante le caratteristiche da ricercare nel nuovo immobile. Ad esempio occorreva che fosse accessibile, per noi e per i clienti. Che fosse ampio a sufficienza, prediligendo il laboratorio piuttosto che l’area “commerciale”. Ma soprattutto che avesse un canone vantaggioso. Questo il punto critico! Sapevamo che il nostro sarebbe dovuto essere per forza un compromesso, rinunciare a qualcosa in cambio di più serenità. Poi è arrivata Elena, agente immobiliare brillante e pacata, molto sicura di sé. Il primo immobile presso il quale ci ha accompagnato è stato un disastro. Demotivati abbiamo accettato di vedere il secondo da lei proposto. Inutile dirvi che proprio quello sarebbe stato l’incredibile scoperta, la svolta che stavamo cercando. Quel posto finalmente non era più un ripiego… ma una grande opportunità di cambiamento, addirittura una nuova risorsa!

In via Colombo, l’interno al civico 128, è una ex officina. Per decenni, un calzaturificio e una giunteria hanno animato questi spazi e qualcuno ricorda anche un’officina meccanica di riparazioni di moto. L’area in cui si colloca ha sempre avuto una vocazione industriale e solo recentemente sta vivendo un cambiamento. L’intera via Colombo è stata riqualificata con la piantumazione di alberi che in primavera si riempiono di fiori bianchi e l’ampiamento dei marciapiedi per far posto alle piste ciclabili. Ci sono edifici industriali ora convertiti in aree residenziali e commerciali, dal gusto decisamente metropolitano, non manca nulla… ristoranti, farmacie, b&b, locali e birrerie che attirano giovani tutto l’anno. Esiste anche un incredibile progetto di riqualificazione dell’immensa area abbandonata al degrado dell’ex consorzio agrario, tra via Colombo e la ferrovia, che, se gestito sapientemente, collocherà il quartiere al centro di un nuovo polo strategico della città. Dunque, non c’è posto migliore per noi, per cominciare il cambiamento!

Perché abbiamo scelto proprio un’officina? Officina deriva dal latino “opifex” che significa, operaio, artigiano. Anticamente, l’accezione del termine “officina”, era da riferirsi ad un qualsiasi luogo dove si lavorasse o si producesse anche a scopo culturale e quest’uso si conserva oggi nella denominazione di botteghe d’arte di vario tipo. Il termine “officina” per noi evoca un mondo di creatività, dove progetti nati dalla nostra fantasia prendono forma. Un posto dove ci si deve sporcare le mani, fare e disfare. Viviamo il nostro lavoro più come artigiani che commercianti, tutto ciò che acquistiamo, prima di essere venduto, viene manipolato e trasformato in qualcosa di nuovo che non esisteva prima, quindi ciò che entra non è mai uguale a ciò che esce. Nel nostro lavoro non c’è un modus operandi, non ci sono schemi o regole precise, certo… ci sono capacità che si tramandano e si imparano, ma l’ingegno e l’improvvisazione giocano un ruolo decisivo. In più, nel campo del design floreale, esistono tendenze nuove in continua evoluzione che ci costringono a rimanere aggiornati per rimanere al passo con i tempi e ci sottopongono a nuove sfide. In questa continua ricerca, a volte, ci capita di dire “si poteva fare di più”, ma noi sappiamo per certo che ce la mettiamo sempre tutta!

Non resta che darvi appuntamento alla nuova apertura, non vediamo l’ora di farvi vedere il nuovo KaDò… in officina! QUANDO? La risposta alla prossima puntata.

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