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#NOFLORALFOAM, cosa si nasconde dietro questo hashtag?

Letteralmente "senza spugna floreale", sta ad indicare tecniche alternative ecologiche per il flower design

Vi è mai capitato di leggere nella didascalia ad un post instagram #nofloralfoam? Ai più attenti di sicuro non sarà sfuggito ma a pochi sarà chiaro il significato. E' un concetto famigliari ai più fanatici del settore, quelli che "innovazione a tutti i costi"... e noi siamo tra quelli. Vi spieghiamo in parole spicciole di cosa si tratta. Letteralmente si traduce come "senza spugna floreale" e si riferisce a tutte quelle creazioni con i fiori eseguite senza l'uso della spugna per fioristi. La spugna per fioristi ha rivoluzionato il commercio dei fiori, è un materiale rigido ma morbito e leggerissimo, ma caratteristica fondamentale è idrofilo e assorbe una enorme quantità d'acqua mantenendo freschi i fiori a lungo. Le sue caratteristiche meccaniche consentono di mantenere i fiori nella posizione desiderata, inoltre il trasporto delle creazioni floreali stesse è facilitato perchè non si ha acqua libera di uscire dai contenitori. Visti i tanti aspetti positivi di questo incredibile materiale, perchè farne a meno? Semplice... si tratta di un materiale sintetico non biodegradabile, non riutilizzabile e non differenziabile. La sensibilità al tema ambientale dei clienti e degli addetti al settore ha visto negli ultimi anni una attenzione sempre maggiore agli aspetti non sostenibili legati al commercio di fiori, quali l'impatto ambientale che ha la loro coltivazione e il loro trasporto sulle lunghe distanze, ma non solo. Anche la fase finale vede un impatto ambientale dovuto alle enormi quantità di materiale sintetico utilizzato per il confezionamento. Il tentativo di eliminare o per lo meno ridurre la quantità di spugna si inserisce in questa linea virtuosa e suscita sempre più interesse. Le tecniche no floral foam sono principalmente due, l'uso di rete metallica e l'uso di kenzan. Entrambi sono strumenti che consentono in pratica di sostenere i fiori e mantenerli in posizione, ma in questo caso saranno con lo stelo libera in acqua, pertanto anche il design dei vasi e dei contenitori dovrà essere adeguato, soprattutto nel caso in cui i fiori debbano essere trasportati. La rete metallica ha come peculiarità la possibilità di sostenere composizioni di grandi dimensioni in sospensione, tendenza molto apprezzata negli allestimenti dal concept moderno. Inoltre può essere riutilizzata all'infinito. Il kenzan invece proviene dall'antica tradizione dell'arte ikebana giapponese, si tratta di pettinini di spilli verticali con una base pesante che ancora la composizione al fondo del contenitore. Oltre a poter essere riutilizzato all'infiinito, la sua peculiarità è quella legata all'estetica minimale ed eterea orientale, che valorizza il contenitore come manufatto di pregio e l'acqua che può essere ammirata come elemento protagonista della composizione. Ne abbiamo parlato dettagliatamente nell'articolo "kenzan: alla riscoperta di tecniche dimenticate". Consci dei limiti di queste tecniche, ci impegniamo da sempre a incentivarne la diffusione quando possibile, negli allestimenti matrimoniali non è raro che si riesca ad evitare interamente l'uso di spugna e dedichiamo due workshops a queste tecniche alternative per far apprezzare anche ai nostri clienti le loro potenzialità. Se siete giunti a leggere fin qui, siamo sicuri che anche voi siate tra i fanatici dell'innovazione e che abbiate apprezzato questo breve excursus. 

grazie e a presto! I ragazzi di KaDò flowerdesign

il kenzan e il suo uso ispirato all'ikebana

Serena Groppelli
Serena Groppelli
Giui Russo
Giui Russo
Giui Russo
Giui Russo
Marta Ombri
Marta Ombri
Marta Ombri
Marta Ombri

Strutture sospese con rete metallica

www.100layercake.com
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living.corriere.it
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