Entra Registrati

Le piante sono esseri intelligenti?

Le più recenti scoperte in neurobiologia vegetale possono aprirci nuovi inaspettati scenari! Non guarderemo più le piante allo stesso modo!

Le piante sono intelligenti? Se lo chiedono da sempre filosofi, pensatori e scienziati. Già Aristotele diceva la sua più di 2000 anni fa, giungendo però a considerazioni radicalmente diverse da quello che possiamo invece ipotizzare noi oggi. Oggi infatti gli studiosi di neurobiologia vegetale hanno nuove sorprendenti informazioni riguardo i comportamenti delle piante. Affermano che esse sanno comunicare tra loro, rispondere agli stimoli dell'ambiente esterno e rielaborarli, trasmetterli al resto della pianta e alle piante circostanti. Il dibattito quindi è più complesso perché sappiamo ormai che le piante non "vegetano", cioè non sono immobili spettatrici di ciò che accade intorno, anzi! Non solo si muovono eccome, ma dormono, sentono, prendono decisioni legate alla loro sopravvivenza, sono altruiste nei confronti delle piante appartenenti alla stessa specie. Una cosa è certa, non possiamo liquidare la domanda con una semplice negazione "no! Le piante non sono intelligenti". Possiamo cautamente ammettere che, seppur di natura diversa dalla nostra, ma possiedono un'intelligenza propria, fatta di segnali chimici estremamente complessi. Le decisioni prese dalle piante non sono automatiche ma frutto dell'elaborazione di tantissime informazioni chimico fisiche.

Non vogliamo addentrarci in un campo che non ci compete, ma il discorso è interessante anche sotto altri punti di vista. Infatti dobbiamo considerare il fatto che la biomassa sul pianeta è per il 99% vegetale e che se le piante non ci fossero noi ci estigueremmo, mentre invece non è vero il contrario. Perciò in questi termini è difficile affermare di essere la specie dominante sulla Terra. Forse il più potente, potremmo distruggere la vita stessa sul pianeta, questo sì, ma per stupidità, avidità, guerra, non per la nostra intelligenza. Abbiamo un cervello è vero, le piante non ce l'hanno, ma il nostro cervello senza il resto del corpo sarebbe un ammasso di cellule inutili, incapace di comprendere il mondo intorno a se. In questi termini le piante sono esseri più evoluti, non dispongono di organi singoli, ma sono "modulari", possono perciò sopravvivere anche senza alcuni pezzi dell'intero organismo. Se definiamo infine l'intelligenza come la capacità di risolvere problemi, allora le piante sì, sono intelligenti. Ogni giorno devono affrontare sfide diverse e adottare strategie per far fronte ad attacchi di funghi o batteri, insetti e animali, alla carenza d'acqua o di nutrienti nel suolo, oppure per riuscire a riprodursi. Dobbiamo perciò rivedere il nostro antropocentrismo e accettare il fatto che la nostra non è l'unica forma di intelligenza possibile. 

Un dato di fatto è che le piante sono compagne di vita incredibili per noi esseri umani! Studi svolti in scuole e ospedali dimostrano che sono in grado di ridurre lo stress, aumentare l'attenzione e migliorare la guarigione dalle malattie. La presenza di piante è quindi sinonimo di benessere, una sorta di legame ancestrale con le nostre origini, quando l'umanità viveva a strettissimo contatto con madre Natura. Ognuno di noi ha sperimentato, almeno in minima parte, trascorrendo tempo in un parco, nell'orto o nel giardino oppure prendendosi cura di piante in casa, gli effetti benefici della loro presenza. Esse sono apparentemente immobili, più correttamente si dovrebbe dire che sono "lentissime", ma non per questo sono indifferenti a ciò che le circonda, anzi! Cercano costantemente la luce per fiorire, creare nuove foglie, allungare le radici e ci sono grate se ci prendiamo cura di loro, scegliendo la posizione giusta e fornendo acqua e nutrienti. Possiamo essere loro grati per diversi motivi: la loro bellezza e armonia, le loro foglie, frutti o radici di cui ci cibiamo, per l'aria che respiriamo. 

Infine esiste una nuova frontiera della ricerca che vuole approfondire lo studio delle infinite capacità e proprietà delle piante, per imitarle e creare nuove tecnologie innovative in diversi campi. Basti pensare alla strategia adottata da alcune piante che vivono in simbiosi con batteri azoto-fissatori, cioè in grado di fornire alla pianta azoto prelevandolo dall'atmosfera e rendendolo disponibile alle piante che li ospitano. Non sarebbero più necessari concimi chimici... una rivoluzione verde che potrebbe rivoluzionare il nostro futuro. 
Per chi volesse approfondire l'argomento consigliamo gli scritti di Stefano Mancuso, tra cui "Verde brillante" e "Plant revolution", letture divulgative che ci possono aprire la mente a nuovi inaspettati scenari. Noi non guarderemo più le piante allo stesso modo... e voi? 

A presto, i ragazzi di Kadò flowerdesign

Dal Blog