Api in Flower Farm
Le ha portate Giulia Carassai di ABeeC e ora le facciamo qualche domanda.
Cosa ci fanno due arnie nel Campo 2 della Kadò Flower Farm? La risposta breve è: molto più di quanto immagini. Abbiamo fatto due chiacchiere con l’apicoltrice che le segue – Giulia Carassai di AbeeC, presenza nota a chi frequenta la Farm anche per i suoi laboratori per bambini – per capire come stanno le api, cosa trovano in una flower farm e perché il loro lavoro è fondamentale per le piante che vedi intorno a te.

K: Ciao Giulia! Innanzitutto: come stanno queste api?
G: Devo dire che mi hanno stupita. Non ero sicurissima che qui potessero stare davvero bene. Prima di portarle ho fatto un sopralluogo per capire che tipo di piante ci fossero intorno e se potessero avere abbastanza nutrimento. Non ero certa che i fiori della flower farm bastassero davvero. Invece mi hanno sorpresa: stanno molto bene. Nelle ultime visite le ho trovate in ottima forma.
Lo sciame che ho inserito la settimana scorsa, ad esempio, ha già covato, costruito e sono già dovuta andare ad aggiungere il melario. Quindi evidentemente è una bella zona per loro.
K: Per chi non mastica la lingua, cos’è il melario?
G: È la parte superiore dell’arnia dove le api depositano il miele in eccesso rispetto alla loro produzione interna, potremmo dire. Non dimentichiamo che le api producono miele prima di tutto per sé stesse: noi apicoltori preleviamo solo il surplus, che loro depongono appunto nel melario. Lo togliamo verso fine luglio o inizio agosto per permettere alla famiglia di accumulare tutto il necessario per affrontare la stagione fredda.
K: Come hai scelto il punto in cui collocare le arnie?
G: Ho cercato un posto che non fosse troppo esposto al passaggio delle persone. E poi serviva un equilibrio tra sole e ombra: l’ideale è che al mattino prendano sole il prima possibile, così si scaldano rapidamente ed escono subito a lavorare. Nel pomeriggio invece è meglio che abbiano un po’ d’ombra, soprattutto nella stagione più calda. Qui, ad esempio, c’è questa pianta — un alloro, ndr — che le ripara un po’. Secondo me stanno davvero bene lì.
K: Possiamo dire che la Flower Farm è il loro ristorante sotto casa: cosa mangiano qui?
G: Mangiano il polline dei fiori e il nettare, ma anche altre sostanze che si trovano sulle foglie. Ad esempio, alcune piante, come i tigli, producono una sorta di resina, una sostanza zuccherina. Qui credo accada con i rovi e le rose. Si può capire dal fatto che attirano gli afidi.
K: Gli afidi! Eterno problema…
G: Gli afidi sono un problema per te floricoltore, ma per le api possono essere utili: rilasciano una sostanza zuccherina che loro raccolgono per produrre il cosiddetto miele di melata. Probabilmente qui non si arriverà a fare una produzione di melata, ma per loro è comunque nutrimento. Quindi oltre al polline e al nettare, raccolgono anche queste sostanze zuccherine.
K: Adesso guarderò gli afidi con occhi diversi, almeno nutrono le api… Ci sono fiori particolarmente amati?
G: I girasoli, per esempio, sono pieni di api perché producono moltissimo polline. Il polline, per loro, è come una proteina: serve per nutrire la covata, quindi le uova e le larve. In primavera ne hanno bisogno in modo massiccio.

K: Qui intorno ci sono anche campi coltivati. I trattamenti agricoli possono dare fastidio?
G: Era uno dei miei dubbi principali, soprattutto per la presenza di coltivazioni come mais e pomodoro, che spesso sono problematiche per le api. A distanza di 2 anni dall’insediamento, devo dire che non ho riscontrato problemi.
K: Ricordiamolo: le api da miele sono fondamentali per l’impollinazione delle piante.
G: Sì, esatto. Trasferiscono il polline da un fiore all’altro, permettendo alle piante di riprodursi. Senza impollinazione, moltissime colture diminuirebbero drasticamente o sparirebbero. Parliamo di alimenti quotidiani come mele, fragole, zucchine, ciliegie, mandorle, pomodori e tantissime altre varietà vegetali. Ma non è solo una questione agricola: l’impollinazione sostiene interi ecosistemi. Per questo spesso si dice che le api “nutrono il mondo”: non tanto per il miele che producono, ma per il lavoro invisibile che fanno ogni giorno fiore dopo fiore.
K: E sono le uniche a farlo?
G: No, anzi. Nel mondo esistono circa 20 mila specie di api e solo pochissime producono miele. Però tutte contribuiscono all’impollinazione. E non solo loro: alcune formiche, farfalle e anche tanti altri insetti considerati dannosi come vespe e calabroni.
Questo ci ricorda che in natura non esistono animali “simpatici” o “antipatici”: esistono equilibri. Anche ciò che a noi sembra fastidioso ha un ruolo dentro un sistema molto più complesso di quanto immaginiamo.
Nel frattempo, mentre cerchiamo di capire meglio il mondo delle api, qualcuna si è infastidita per tutta questa attenzione… e ci ha punto! Un promemoria piuttosto chiaro: le api non sono aggressive, ma chiedono rispetto e distanza. Tienilo a mente quando entri nel Campo 2, d’ora in poi.
Ora ti stai forse chiedendo se ci sarà un miele della flower farm… Continua a seguirci per saperlo!


