Environment

ADOTTA UNA PEONIA 1024 1024 kado flower farm

ADOTTA UNA PEONIA

Il peonieto che nascerà insieme a voi

ADOTTA UNA PEONIA

Ci sono progetti agricoli che si possono vedere quasi subito. Si semina, si aspetta qualche settimana, e poco dopo il campo comincia a cambiare colore. E poi ci sono progetti che richiedono di avere un po’ più di coraggio.

Quest’anno, nella nostra Flower Farm, inizierò la realizzazione di un peonieto di 6.000 metri quadrati. Saranno 600 rizomi, appartenenti a 60 varietà diverse di peonie.

Se ci pensate, è un investimento importante. Non soltanto per la cifra che richiede, ma soprattutto per il tempo. Le peonie sono piante perenni e hanno bisogno di essere lasciate crescere, di sviluppare un buon apparato radicale e di affermarsi nel terreno prima di poter essere raccolte con continuità. Per questo, dopo l’impianto, dovremo aspettare. I primi fiori destinati alla raccolta arriveranno soltanto dalla primavera del 2030.

Tre anni. Tre anni durante i quali il campo richiederà lavoro, cure, acqua, attenzioni e risorse, senza ancora restituire una produzione significativa.

E questo, per la mia azienda, arriva in un momento particolare. La Flower Farm è ancora un progetto giovane. Gli investimenti per costruirla sono stati e continuano a essere importanti e l’avviamento richiederà ancora diversi anni. Ma è proprio così che deve essere un progetto agricolo: bisogna avere la pazienza di piantare oggi ciò che potrà dare frutto domani.

Campo di peonie rosa in fiore

Perché proprio le peonie?

La peonia è una pianta straordinaria. Quelle che abbiamo scelto sono peonie erbacee: durante l’inverno la parte aerea scompare completamente e la pianta rimane viva nel terreno, nel suo rizoma. Poi, in primavera, dal rizoma ricominciano a spuntare le foglie e, poco dopo, arrivano i fiori.

E che fiori. Corolle enormi, spesso profumate, ricchissime di petali, in una varietà incredibile di forme e colori. È un fiore amatissimo, soprattutto dalle spose e per le occasioni speciali, e da sempre esercita un fascino particolare su chi coltiva e ama i fiori.

Ma per la Flower Farm la peonia non è soltanto una bellissima pianta. È una coltura strategica. La sua fioritura arriva proprio dopo quella primaverile di tulipani e ranuncoli e ci permette quindi di ampliare la stagione di raccolta. Le perenni si affiancano alle colture annuali, alle semine e alle altre produzioni, costruendo nel tempo una finestra di fioritura sempre più lunga. E soprattutto una peonia, una volta ben insediata, può continuare a produrre per moltissimi anni. Per questo il peonieto è un investimento sul futuro della Flower Farm.

Filari di peonie in un peonieto

Ma c’è una cosa che possiamo fare insieme.

Quest’anno ho deciso di chiedere nuovamente aiuto ai miei sostenitori che seguono questo progetto. Nasce così l’adozione di una pianta di peonia, un progetto di crowdfunding per aiutarmi ad avviare il peonieto.

Vi spiego come funzionerà. Sul nostro e-commerce sarà possibile acquistare l’adozione di una pianta al costo di 30 euro. In cambio, a partire da maggio 2030, potrete utilizzare un buono per l’autoraccolta delle peonie del valore di 60 euro, quindi del doppio rispetto all’importo dell’adozione.

Due piante adottate?
120 euro di autoraccolta nel 2030.
Tre piante?
180 euro. E così via.

Non state semplicemente acquistando qualcosa oggi. State contribuendo a far nascere un campo che, oggi, è ancora soltanto un progetto.

E se vorrete, potrete anche scegliere di dedicare l’adozione a qualcuno: possiamo applicare sulla pianta una piccola targhetta con il nome della persona che l’ha adottata, oppure con quello della persona a cui avete deciso di regalarla.

Mi piace molto l’idea che tra qualche anno, entrando nel peonieto, si possano leggere tanti nomi. Nomi di persone che hanno creduto in questo progetto quando quelle piante erano ancora soltanto rizomi appena messi a dimora.

Una peonia ha bisogno di tempo. Forse è proprio questo l’aspetto che mi affascina di più. La peonia ci ricorda che in agricoltura non tutto può essere veloce. Ci sono cose che non si possono accelerare.

Si pianta.
Si cura.
Si aspetta.
E poi, un giorno, arriva il fiore.

Peonie rosa al tramonto

Il peonieto che pianteremo quest’anno sarà un investimento economico importante per la Flower Farm, ma sarà anche un investimento nella sua storia futura. E questa volta ho pensato che sarebbe stato bello farlo insieme a voi.

Se vorrete adottare una pianta, contribuirete alla nascita del peonieto e, allo stesso tempo, vi regalerete la possibilità di tornare qui nel maggio del 2030 e raccogliere i fiori di una pianta che avrete contribuito a far crescere. Forse, dopo aver aspettato tre anni, quei fiori avranno un sapore ancora più speciale.

Il peonieto comincia da un rizoma. Ma, questa volta, vorrei che cominciasse anche da un gruppo di persone.

Grazie di cuore a tutti voi

Adotta una peonia →

FERRAGOSTO, IL MIO CAPODANNO 768 1024 kado flower farm

FERRAGOSTO, IL MIO CAPODANNO

Come i fiori, resistiamo

FERRAGOSTO, IL MIO CAPODANNO

Per me il 15 agosto è una specie di Capodanno. Vi spiego perché

Non perché inizi qualcosa, ma perché, arrivati a questo punto dell’estate, inevitabilmente mi fermo a guardare indietro. È come se l’anno, almeno quello del mio lavoro, si concedesse una pausa. Un momento di sospensione in cui fare il punto, tirare le somme, mettere in ordine pensieri che durante i mesi più intensi rimangono inevitabilmente in fondo alla lista delle cose da fare.

In campo, in questi giorni, i fiori soffrono il caldo. Le fioriture rallentano, le raccolte diminuiscono, la terra sembra chiedere di essere lasciata in pace. Gli eventi si interrompono per qualche settimana, in negozio l’affluenza cala e tutto assume un ritmo diverso.

È una stasi che non riguarda soltanto il lavoro.

C’è qualcosa nell’aria calda di agosto che sembra rallentare ogni cosa: il corpo fa più fatica a muoversi, il respiro si fa più lento, anche i pensieri sembrano procedere con maggiore difficoltà. E proprio allora, quando tutto intorno sembra assopito, la mente comincia a vagare.

E a volte non è piacevole quello che trova.

Riemergono gli errori, le cose che avremmo potuto fare diversamente, le occasioni che forse non abbiamo saputo cogliere. Si guarda a ciò che è stato fatto e, con la distanza che soltanto una pausa riesce a creare, ci si chiede se avremmo potuto fare meglio.

Anche l’entusiasmo, inevitabilmente, conosce momenti di stanchezza.

E allora arriva quella domanda che, almeno qualche volta, credo ci siamo posti tutti: ma ho scelto la strada giusta? Ho scelto il lavoro giusto?

Forse, però, è una domanda sbagliata.

Non perché non sia lecito interrogarsi, ma perché la vita non è fatta soltanto di scelte giuste o sbagliate. È fatta di strade che si aprono, di coincidenze, di occasioni, di decisioni prese in un determinato momento della nostra vita. E quelle strade, passo dopo passo, ci portano esattamente dove siamo.

Io oggi sono qui.

E forse, arrivato a questo punto, più che chiedermi se avrei dovuto scegliere diversamente, dovrei ricordarmi che ho una responsabilità: custodire ciò che ho costruito.

Custodirlo non significa non metterlo mai in discussione. Significa riconoscerne il valore anche nei momenti in cui facciamo più fatica a vederlo.

Perché questo lavoro l’ho costruito anche per me. E proprio per questo, in qualche modo, me lo devo.

Ferragosto, però, non è soltanto tempo di bilanci. È anche il momento in cui comincia a intravedersi ciò che viene dopo.

Mentre la stagione sembra ferma, io sto già pensando alla nuova stagione. Ci sono gli eventi da preparare, nuove idee da studiare, progetti da immaginare, un autunno che so già essere molto più frenetico. Il riposo, in fondo, contiene già il movimento che verrà.

E forse è proprio questo che mi insegnano i fiori in questi giorni.

A guardare un cosmos o un girasole sotto il sole di agosto viene da chiedersi come possano continuare a stare lì, apparentemente così fragili eppure così ostinati. Non combattono il caldo. Non lo negano. Lo attraversano.

Resistono.

E allora forse, in questi giorni di apparente immobilità, devo fare anch’io questo: fare spazio. Scavare un po’ dentro di me, andare oltre la stanchezza, oltre i dubbi, oltre quella voce che ogni tanto mi chiede se ne valga ancora la pena.

E cercare lì dentro la forza.

Quella forza semplice e silenziosa che vedo ogni giorno nei fiori.

La forza dei cosmos, che continuano a fiorire nonostante tutto.

La forza dei girasoli, che attraversano il caldo e continuano a cercare la luce.

Forse Ferragosto è proprio questo: non un punto di arrivo, ma una pausa nel mezzo del cammino. Il momento in cui ci si concede di essere stanchi, di riconoscere gli errori, di fare bilanci e persino di avere qualche dubbio.

Ma anche il momento in cui si sceglie di ripartire.

Perché tra poco l’aria cambierà, i campi torneranno a muoversi, le raccolte aumenteranno, le porte del negozio si riempiranno di nuovo di voci e di persone, e davanti a noi ci sarà un’altra stagione tutta da vivere.

E io voglio arrivarci così: con qualche certezza in meno, forse, ma con una consapevolezza in più.

Quella di dover continuare a custodire ciò che ho creato.

E di avere ancora, dentro, abbastanza forza per farlo.

Un esperimento vero e proprio 1024 514 kado flower farm

Un esperimento vero e proprio

UN ESPERIMENTO AD ALTO RISCHIO CHE STA DIVENTANDO QUALCOSA DI STRAORDINARIO

CAMPO DI FIORI SELVATICI

Questa primavera è nato uno dei progetti più ambiziosi che abbia mai realizzato: un grande campo di fiori selvatici seminato con varietà miste dedicate agli insetti impollinatori, ai fiori edibili e al reciso.

UN ESPERIMENTO VERO E PROPRIO

Il terreno è stato seminato interamente in primavera con specie selezionate per vivere in condizioni aride, senza irrigazione e senza utilizzo di prodotti chimici. Un sistema pensato per diventare sempre più autonomo e resiliente anno dopo anno. Ad oggi le prime fioriture sono già incredibili. Tra le varietà presenti in questo momento ci sono:
fiordaliso, verbena, calendula, lino, elicriso, camomilla, acroclinium, borragine, gypsophila, non-ti-scordar-di-me e molte altre ancora. La cosa più emozionante è vedere quanto il campo sia già vivo: api, insetti impollinatori, colori, movimento continuo e una fioritura abbondantissima già dal maggio.

UN PROGETTO COSTRUITO CON GRANDE INVESTIMENTO E MOLTO RISCHIO

Questo campo non nasce “facile”.

Solo l’affitto annuale del terreno è di circa 1.500 euro. I semi hanno richiesto un investimento di altri 1.500 euro. A questo si aggiunge tutta la lavorazione del terreno e la manodopera, che hanno superato i 1.000 euro. Si tratta di circa 6000 metri quadrati dedicati. In totale, il progetto ha già richiesto un impegno di circa 4–5 mila euro, senza alcuna certezza sul risultato finale. Ed è proprio questo il lato più affascinante: accettare il rischio di qualcosa che non esisteva ancora.

UN CAMPO DESTINATO A EVOLVERSI PER ANNI

Questo non è un progetto “una stagione e via”.

Il campo verrà continuamente arricchito: ci saranno nuove semine in autunno, altre in primavera, e molte varietà inizieranno ad autodisseminarsi naturalmente. L’obiettivo è creare una fioritura continua per sei o sette mesi all’anno, in modo permanente, senza irrigazione e senza chimica. Un ecosistema produttivo, estetico e sostenibile.

BELLEZZA, RACCOLTA E VALORE AGGIUNTO

L’impatto visivo del campo è spettacolare. Camminarci dentro è un’esperienza emozionante, soprattutto per chi verrà a raccogliere direttamente i fiori tramite autoraccolta. Ma oltre alla bellezza c’è anche un enorme valore produttivo. Queste varietà permettono infatti di lavorare sia con il fiore reciso destinato al negozio, sia con i fiori edibili, un prodotto sempre più richiesto ma ancora difficile da trovare di alta qualità. I fiori edibili vengono utilizzati per:
* decorare insalate,
* impreziosire risotti,
* creare cubetti di ghiaccio floreali,
* decorare biscotti, dolci e glasse
Sono richiesti tanto nella ristorazione stellata quanto nei bistrot, nei caffè e nei locali che prestano attenzione all’estetica e all’esperienza visiva del piatto. E oggi il mercato soffre ancora di:
* prezzi molto alti,
* scarsa reperibilità,
* qualità spesso insufficiente nella grande distribuzione.
Questo campo potrebbe quindi diventare una risposta concreta: un prodotto locale, fresco, sostenibile e ad altissimo valore aggiunto.

UN INIZIO CHE DÀ ENERGIA

È ancora presto per sapere dove porterà questo progetto. Rimane un esperimento, con tutte le incognite che comporta. Ma vedere queste prime fioriture così abbondanti e vitali mi sta dando una carica enorme. È uno di quei progetti che ti ricordano perché vale la pena rischiare, provare, seminare idee nuove e lasciare che la natura faccia la sua parte. Per ora, il campo sta rispondendo oltre ogni aspettativa.

Assistente AI