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Operazione rinnovo balconi

ANCHE SUL BALCONE VALE LA REGOLA “POCHE MA BUONE!”. ECCO ALCUNI CONSIGLI PER LA SCELTA DELLE PIANTE PER IL VOSTRO ANGOLO VERDE

È ufficialmente iniziata la stagione in cui chi ha un angolo verde in giardino o in terrazzo, si dedica a rinnovare vasi e aiuole con nuove piante e fiori. Normalmente si comincia con il classico giro di rito in vivaio per scegliere di persona la varietà che più ci piace, ma quest’anno ahimè, come ben sappiamo, non è possibile perché nella nostra città i vivai restano chiusi al pubblico. Al tempo del COVID19 e della delivery revolution quindi, ci si adatta con ordini online e consegne a domicilio. Mai come in questo caso dunque ci si deve affidare al consiglio di qualcuno in questa delicata fase di rinnovo del balcone.

Ecco alcuni dei nostri consigli: consiglio numero uno… non puntate tutto sui fiori! Le piante a fioritura stagionale ci attirano come le api, con i loro colori intensi dalla bellezza folgorante e sfacciata ma attenzione, rischiamo di ritrovarci con un pugno di mosche. Molto meglio mescolare anche varietà perenni tra arbusti, tappezzanti e ricadenti per mantenere l’aspetto del nostro balcone vivo anche quando il fiorellino di turno ha deciso di abbandonarci. Quindi avanti con sedum, semprevivi, Muehlenbeckia, Abelia, Leucothea, Photinia e Nandina varietà nane, Evonimo e Cotoneaster. Attenzione invece con le aromatiche, soprattutto in vaso non danno il meglio di sè, quindi meglio non sopravvalutarle se non si ha la possibilità di metterle in piena terra al sole.

Indicazione fondamentale per la scelta è l’esposizione del proprio spazio verde, in pratica quante ore di sole diretto riceve… in completa ombra dovremo rinunciare a fioriture straordinarie ma avremo invece meno problemi di irrigazione nei mesi caldi e poi Ortensie e Camelie staranno benone , mentre invece a sud si dovrà rinunciare a vasi troppi piccoli come le classiche “balconette” perché sarebbero troppo sensibili alla temperatura e rischiamo di ritrovarci con un deserto invece che con un’oasi verde, ma le dipladenie e i solamum invece daranno il meglio di sè regalandoci abbondanza di fiorì tutta estate anche sotto il sole a picco. Anche il basilico ama il sole e che bontà il pesto fatto in casa. La Dimorphoteca o Margherita d’Africa altra bella scoperta per i balconi assolati, così come i Gerani e le Potunie. Per non parlare dell’Aloe!!!

Diciamo che sull’aloe pero Dobbiamo mettere in guardia perché esiste un vero è proprio fenomeno che colpisce chi si approccia inconsapevole alla sua coltivazione. L’aloe è talmente resistente e prolifica che darà vita ad una moltitudine di piantine “figlie”che andranno prelevate per non far soffocare la pianta madre. Ma solitamente queste non vengono gettate ma trapiantate… risultato??? Dopo un anno o due il balcone sarà completamente pieno di vasi di aloe e si inizierà a regalarle a chiunque ma anche questo non basterà e la fine sarà l’invasione totale, uomo avvisato mezzo salvato!

Non lasciatevi scoraggiare dai fallimenti ma cercate di imparare dagli errori, se in passato il giardinaggio non ha dato buoni risultati potremmo aver scelto le piante solo in base all’estetica oppure non aver irrigato a sufficienza, oppure aver annegato le radici per un mancato corretto drenaggio… non importa, ciò che importa è non liquidare tutto con la frase “non ho il pollice verde” ma riprovarci, magari senza voler strafare ma con una scelta limitata e accurata, anche sul balcone vale la regola “poco ma buono”! Contattateci per un suggerimento e per ordinare le vostre piante, saremo felici di darvi una mano!

BONSAI 1024 671 kado flower farm

BONSAI

GRANDE RITORNO

Bonsai

NEL NOSTRO PICCOLO, SIAMO DIVENTATI PUNTO DI RIFERIMENTO A PIACENZA. PERCIÒ, DOPO PIÙ DI UN ANNO, SIAMO FELICI DI PROPORRE DI NUOVO I BONSAI

Il nostro percorso sulla Via del Bonsai è cominciato qualche anno fa, all’inizio ci ha letteralmente rapito con grande forza! E’ stata un’attrazione magnetica, come se i Bonsai fossero un naturale proseguimento della nostra attività legata ai fiori. Abbiamo sentito subito quest’arte affine alla nostra sensibilità e sapevamo che i nostri clienti avrebbero apprezzato questo enorme impegno. Sì perchè si tratta di un’arte legata a profonde conoscenze sia tecniche e botaniche, che culturali e storiche. L’entusiasmo non è mancato e chi ci segue sa degli sforzi fatti, corsi di formazione, due mostre bonsai all’attivo e la creazione di una rete tra appassionati che operano sul nostro territorio. Non ci sono stati solo successi, anzi! Abbiamo scoperto che la vendita dei Bonsai presenta tante insidie e quando abbiamo affrontato il trasloco, la decisione è stata quella di sospenderne la vendita. Ma il vostro interesse non si è fermato, eravate tanti ad entrare in negozio e chiedere di vederne alcuni e la nostra frustrazione era tanta nel dovervi deludere. Abbiamo potuto constatare che, nel nostro piccolo, eravamo diventati un punto di riferimento su Piacenza, non è infatti facile trovare piante di qualità e soprattutto non è facile trovare qualcuno che sappia condurre per mano chi dimostra un interesse particolare e che non vuole acquistare con superficialità.

Ma finalmente, dopo più di un anno, siamo strafelici di ricominciare! KaDò torna ad essere la casa dei Bonsai! Sono tornati e hanno trovato spazio nel nostro cortile sul retro, per ora un po’ disordinato e affollato ma che è felice di accoglierli, c’è posto anche per loro. La nostra scelta si orienta su piante molto resistenti, amiamo le piante da frutto e abbiamo un debole per ulivi e querce.  Evitiamo piante troppo piccole e giovani senza pregio estetico coltivate solo per “la vendita”. Non ci rivolgiamo nemmeno al collezionista naturalmente, i pezzi rari e costosi li lasciamo ai veri esperti. Conosciamo i nostri limiti ma non vogliamo che l’arte Bonsai sia “per pochi”, ma che ognuno possa avvicinarsi con il nostro stesso entusiasmo, quello che ci ha guidato fin dall’inizio. Perciò cerchiamo di non essere sbrigativi con chi chiede dei Bonsai, ma anzi di dedicare il tempo sufficiente per far capire che cosa si sta acquistando. Si tratta di una vendita “lenta” che a volte esula dalle logiche del commercio tradizionale, ma noi sappiamo che il nostro lavoro non è solo commercio, siamo spinti dall’impegno nella diffusione della cultura legata ai fiori, alle piante e al benessere che ne deriva.

Non resta che invitarvi a vedere i nostri piccoli amici e augurarvi buon “BONSAI-dò” (il Cammino del Bonsai)

TRA UN ANNO SPOSI 1024 671 kado flower farm

TRA UN ANNO SPOSI

TRA UN ANNO SPOSI

La wedding stationery

IL COORDINATO CARTACEO È IL PUNTO DI PARTENZA NELL’INDIVIDUAZIONE DELLO STILE DEL MATRIMONIO. ABBIAMO CHIESTO ALLA WEDDING PLANNER, MARIA CONFALONIERI

Ormai la stationary sta assumendo un ruolo sempre più importante nell’organizzazione del matrimonio e non esageriamo dicendo che abbia quasi conquistato il podio nella checklist degli sposi ad un anno dall’evento! Ma che cos’è esattamente e perchè è tanto importante? Abbiamo fatto queste e altre domande a Maria Confalonieri, titolare di Bimbaregina Atelier che opera a Piacenza e Forte dei Marmi. Maria oltre ad essere una professionista è una amica e trascorrere il tempo con lei lavorando ad un progetto si trasfroma sempre in vivaci risate e buon umore. Chi meglio di lei poteva introdurci alle tante curiosità su questo tema. Cominciamo dall’inizio, Maria ci spiega che “per Wedding Stationary si intende il coordinato grafico cartaceo dell’evento; nel dettaglio le partecipazioni,  il tableau de Mariage, il menù, i tag delle bomboniere, i libretti Cerimonia (eventualmente anche civile) e i biglietti di ringraziamento. Si tratta di un elemento utilissimo per garantire una vera e propria personalizzazione dell’evento. Selezionando il materiale cartaceo, che si può toccare con mano per conoscerne le texture, si arriva poi all’individuazione della giusta palette colori dell’evento. Il coordinato cartaceo è per me il punto di partenza fondamentale nella realizzazione della moodboard e nell’individuazione dello stile“.

Perciò è facile capire che è necessario dedicarci tempo e cura perchè l’originalità e la personalizzazione dell’evento sono il risultato di un lavoro accurato che parte proprio dal progetto cartaceo. Maria aggiunge “dalla moodboard ispirazionale prende forma tutto l’evento. In più quel prodotto è importantissimo perché è destinato agli invitati. Ed è proprio a loro che gli sposi, attraverso gli inviti, devono iniziare a svelare lo stile di cui si vestirà il loro giorno più importante”. Come potrete immaginare anche in questo campo ci sono stili, mode e novità, Bimbaregina Atelier lavora ultimamente con la doratura a caldo, attraverso la quale alcuni elementi grafici vengono impreziositi da oro, oro rosa o bronzo.

Questo elemento impreziosisce gli inviti e le partecipazioni ma anche i menu sulla mise en place e il tableau de mariage. Inutile chiedere che tipo di carta vada per la maggiore, la parola d’ordine è assoluta personalizzazione e non mancano le possibilità “Il lavoro artigianale richiede molta cura e molte ore di lavoro ma il risultato è speciale. La scelta del cartoncino è un elemento altresì fondamentale. Ormai sul mercato è possibile scegliere un’ampia gamma di prodotti. Le opzioni su palette colori, grammatura, goffrature e lavorazioni del cartoncino sono ormai innumerevoli. Saper calibrare i giusti elementi per la miglior attuazione dello stile scelto è il segreto per un lavoro sapiente”. Il progetto più strambo che ha realizzato Maria? Inviti a forma di cappello e involucri personalizzati per tavolette di cioccolato per un compleanno a tema “La Fabbrica di Cioccolato”. Le abbiamo chiesto anche se ci sono stati progetti che non ha amato, ma Maria è attenta e non si è sbilanciata, preferisce parlare di ciò che ama, progetti che nell’insieme mantengono una linea pulita e fine a prescindere dalle grafiche e dai colori scelti. Progetti semplici ma preziosi e che rimangono impressi nella memoria di chi li riceve. In fondo non è questo lo scopo di una stationary ben riuscita?

#NOFLORALFOAM 1024 671 kado flower farm

#NOFLORALFOAM

HASHTAG

Cosa si nasconde dietro #NOFLORALFOAM

LETTERALMENTE “SENZA SPUGNA FLOREALE”, STA AD INDICARE TECNICHE ALTERNATIVE ECOLOGICHE PER IL FLOWER DESIGN

Vi è mai capitato di leggere nella didascalia ad un post instagram #nofloralfoam? Ai più attenti di sicuro non sarà sfuggito ma a pochi sarà chiaro il significato. E’ un concetto famigliari ai più fanatici del settore, quelli che “innovazione a tutti i costi”… e noi siamo tra quelli. Vi spieghiamo in parole spicciole di cosa si tratta. Letteralmente si traduce come “senza spugna floreale” e si riferisce a tutte quelle creazioni con i fiori eseguite senza l’uso della spugna per fioristi. La spugna per fioristi ha rivoluzionato il commercio dei fiori, è un materiale rigido ma morbito e leggerissimo, ma caratteristica fondamentale è idrofilo e assorbe una enorme quantità d’acqua mantenendo freschi i fiori a lungo. Le sue caratteristiche meccaniche consentono di mantenere i fiori nella posizione desiderata, inoltre il trasporto delle creazioni floreali stesse è facilitato perchè non si ha acqua libera di uscire dai contenitori. Visti i tanti aspetti positivi di questo incredibile materiale, perchè farne a meno? Semplice… si tratta di un materiale sintetico non biodegradabile, non riutilizzabile e non differenziabile. La sensibilità al tema ambientale dei clienti e degli addetti al settore ha visto negli ultimi anni una attenzione sempre maggiore agli aspetti non sostenibili legati al commercio di fiori, quali l’impatto ambientale che ha la loro coltivazione e il loro trasporto sulle lunghe distanze, ma non solo. Anche la fase finale vede un impatto ambientale dovuto alle enormi quantità di materiale sintetico utilizzato per il confezionamento. Il tentativo di eliminare o per lo meno ridurre la quantità di spugna si inserisce in questa linea virtuosa e suscita sempre più interesse. Le tecniche no floral foam sono principalmente due, l’uso di rete metallica e l’uso di kenzan. Entrambi sono strumenti che consentono in pratica di sostenere i fiori e mantenerli in posizione, ma in questo caso saranno con lo stelo libera in acqua, pertanto anche il design dei vasi e dei contenitori dovrà essere adeguato, soprattutto nel caso in cui i fiori debbano essere trasportati. La rete metallica ha come peculiarità la possibilità di sostenere composizioni di grandi dimensioni in sospensione, tendenza molto apprezzata negli allestimenti dal concept moderno. Inoltre può essere riutilizzata all’infinito. Il kenzan invece proviene dall’antica tradizione dell’arte ikebana giapponese, si tratta di pettinini di spilli verticali con una base pesante che ancora la composizione al fondo del contenitore. Oltre a poter essere riutilizzato all’infiinito, la sua peculiarità è quella legata all’estetica minimale ed eterea orientale, che valorizza il contenitore come manufatto di pregio e l’acqua che può essere ammirata come elemento protagonista della composizione. Ne abbiamo parlato dettagliatamente nell’articolo “kenzan: alla riscoperta di tecniche dimenticate“. Consci dei limiti di queste tecniche, ci impegniamo da sempre a incentivarne la diffusione quando possibile, negli allestimenti matrimoniali non è raro che si riesca ad evitare interamente l’uso di spugna e dedichiamo due workshops a queste tecniche alternative per far apprezzare anche ai nostri clienti le loro potenzialità. Se siete giunti a leggere fin qui, siamo sicuri che anche voi siate tra i fanatici dell’innovazione e che abbiate apprezzato questo breve excursus.

Trend 2020 1024 671 kado flower farm

Trend 2020

TREND 2020

Il colore dell'anno secondo noi

Pantone sceglie per il 2020 il blu classico… noi, se si tratta di fiori, non siamo d’accordo! ecco cosa pensiamo al riguardo del colore trend 2020

A quanto ci risulta, Pantone per il 2020 indica il Blu classico come trend dell’anno. Sarà! Ma a noi non convince affatto, almeno se si tratta di fiori. Protagonista dell’anno è senza dubbio il marrone in tutte le sue tonalità, dal sabbia al moka, dal chiaro al più scuro. E’ il colore dei semi, dei cereali, dell’erba secca spazzata dal vento, ci riporta alla terra, al cibo, è l’antitesi della tecnologia rampante (thursd.com “4 Key Color Trends in 2020“). Come ci ricorda Olga di OFF (Olga Flower Farm) “Brown is a color too”! Forse ce lo eravamo dimenticati ma anche il marrone è un colore e lei dedica al marrone un intero workshop!
Come darle torto? Il marrone è stato a lungo bistrattato ingiustamente e quest’anno ha finalmente la sua rivincita. Lo abbiamo visto spuntare timidamente negli ultimi anni fino ad imporsi senza mezzi termini, un esempio? La rosa toffe… una varietà di rosa che sfoggia un deciso color marrone, non si può più confondere con rosa antico o caramello, basta eufemismi e giri di parole. Se la rosa Quick sand, altra indiscussa protagonista degli ultimi anni, poteva essere prudentemente scambiata per un color sabbia, la toffee non ama compromessi, si parla di uno spavaldo e orgoglioso marrone! Se prima c’era una certa ritrosia da parte delle spose nel dire che quello sarebbe stato il loro colore preferito per il bouquet, ora non più, marrone… perchè no?! Noi lo amiamo, è un colore glamour, raffinato, che non grida a squarciagola ma sussurra seducente, un colore profondo che racchiude in sè un universo di possibilità.

Basta del bianco per renderlo puro, del bordeaux per renderlo sensuale, del rosa per trasformarlo in un estratto di femminilità! E’ il colore del metallo quando arrugginisce, del cioccolato, del caffè, è un abbraccio caldo, una coccola soffice che rilassa le tensioni. Noi quest’anno lo abbiamo usato parecchio, ed è piaciuto! Chissà quale sarà il trend 2021, ma a prescindere da quello che suggerirà Pantone, siamo sicuri che il successo del marrone non si è ancora esaurito ma che anzi vedrà una riconferma e una sempre crescente popolarità!

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