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Difesa integrata 1024 682 kado flower farm

Difesa integrata

Difesa integrata in campo

Prodotti chimici e agricoltura biologica, torno sui banchi di scuola!

La stagione appena trascorsa mi ha insegnato che parecchi fiori sono dei veri guerrieri, resilienti e immortali, ma che altri invece vanno protetti da diverse insidie che li minacciano.

Di funghi, muffe e insetti utili

In particolare funghi e muffe compaiono appena umidità e calore creano le condizioni ideali, rovinando il fogliame e indebolendo le piante. Anche insetti dannosi ben visibili come alcuni coleotteri e cimici, ma anche invisibili come i tripidi, sono nemici giurati della floricoltura poichè proprio di foglie e fiori si nutrono. Questo mi ha costretto a informarmi e provare alcuni rimedi che però non sono stati particolarmente efficaci perchè di tipo “curativo” e non “preventivo”.

Ho scelto di ispirarmi all’agricoltura biologica e alla lotta integrata: per questo ho chiesto aiuto ai consulenti di Koppert, azienda leader nella fornitura di insetti utili. Daniela è arrivata in campo in mio soccorso e mi ha aperto un mondo: purtroppo i danni alle coltivazioni erano già significativi e si è potuto fare poco ma da quel momento ho iniziato un percorso che mi ha portato a iscrivermi al corso di formazione per l’ottenimento del patentino per l’acquisto e l’utilizzo dei prodotti fitosanitari.

Procedure, non solo prodotti

Questo certificato è necessario non solo per acquistare e usare prodotti chimici tradizionali ma anche alcuni tipi di sostanze naturali consentite in agricoltura biologica. In effetti ho scoperto un programma di formazione davvero all’avanguardia, che promuove comportamenti corretti e responsabili nell’uso dei prodotti in commercio per minimizzarne le quantità e ridurre i rischi a cui sottoponiamo l’uomo e l’ambiente utilizzandoli. Le alternative esistono e non si tratta solo di prodotti da acquistare ma di procedure colturali specifiche. 

Difesa integrata a tutela dell’ambiente

La cosa che più mi ha stupito è lo stato dell’arte di questo settore chiave nella nostra economia. Esistono direttive europee applicate in Italia attraverso un Piano d’Azione Nazionale PAN per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari che promuove la difesa integrata. 

Con difesa integrata si intende l’insieme degli strumenti utili che abbiamo a disposizione per combattere i patogeni in agricoltura, quindi oltre ai prodotti fitosanitari fondamentale è la formazione degli addetti al settore. Abbiamo appreso che esiste un sistema di monitoraggio territoriale del meteo e delle avversità, comunicate dalla regione con appositi bollettini pubblici, per individuare le soglie di intervento al di sotto delle quali non ha senso muoversi. Esistono inoltre strategie per evitare fenomeni di resistenza dei patogeni: proprio come gli antibiotici presi durante un’influenza che ci rendono immuni dagli stessi se ne abusiamo, anche i prodotti fitosanitari possono rendere inefficaci i trattamenti selezionando patogeni sempre più resistenti. 

Affascinanti sono le immense conoscenze raggiunte nell’uso di insetti predatori che combattono quelli dannosi, pratiche che vedono singoli agricoltori impegnati ma anche autorità pubbliche che, a nostra insaputa, monitorano il territorio e portano avanti progetti a lungo termine, non per eliminare insetti alieni provenienti da altri continenti ma, ad esempio, per introdurre specifici insetti predatori e ristabilire l’equilibrio. 

Insomma un mondo in continua e rapidissima evoluzione che lascia sperare in una tutela dell’ambiente attraverso una modernissima agricoltura all’avanguardia.
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In campo

In campo

SEMINE INVERNALI: I LISIANTHUS!

Un’immeritata pessima fama

Se fossi stato nei panni di chi mi ha fornito i primi rudimenti sulla floricoltura da reciso, di certo avrei cominciato proprio dal Lisianthus!
Invece questo fiore gode di pessima fama: si dice essere esigente e difficile da seminare. Io sono ostinato, ovviamente ci ho provato e non sarei potuto essere più sorpreso e felice di così!

Inizi difficili

Sono partito  dicembre 2024 con una semina invernale nel mio salotto, un centinaio di alveoli che ho posizionato vicino alla finestra poiché per germinare il Lisianthus necessita di calore e luce. Per più di due settimane non ho visto nulla, ma non ho mai smesso di bagnarli, sempre più trepidante.
Finalmente qualcosa si è mosso e sono nati con mia grande gioia i primi germogli. Poi, per mesi, la crescita si è praticamente arrestata!

Cosa non va? Perché non crescono? Cosa ho sbagliato? Arrivata l’estate, ho deciso di trapiantarli con poca fiducia nel risultato.

Quanto mi sbagliavo! La fioritura è stata incredibilmente abbondante e i fiori sani, vigorosi e senza danni dovuti a malattie o parassiti, con un’ottima durata in vaso.

La magia delle semine invernali

Questa è la magia delle semine invernali: i Lisianthus (come tante altre fioriture) hanno bisogno di tempo extra rispetto ad altre fioriture annuali, perciò devono partire in anticipo durante l’inverno o l’autunno precedente all’anno di raccolta.

In particolare, il Lisianthus è effettivamente lentissimo – circa otto mesi dalla semina al raccolto – ma ricompensa con un vigore imbattibile.

Ora che lo conosco sono più fiducioso e ad oggi ho già seminato tre lotti, ognuno dei quali contiene tanti colori e varietà differenti, ma non vi nascondo che comunque un po’ d’ansietta mi sale, nel vedere queste microscopiche piantine crescere così lente!

Raccolto prolungato: la semina a scalare

Non vedo l’ora di assistere alla fioritura la prossima estate, nella speranza di un raccolto prolungato grazie ad un’altra tecnica, la semina a scalare.
Si procede a seminare in lotti distanti circa un mese l’uno dall’altro così che anche il raccolto sia scaglionato. Questo trucco è necessario per fiori come questi, che non rifioriscono più dopo il taglio.

Il calendario di semina è ancora un po’ rudimentale e sicuramente avrò bisogno di esperienza ma è comunque fittissimo: sto procedendo in campo con un semenzaio riscaldato da tappetini sotto gli alveoli e un secondo piccolo semenzaio illuminato artificialmente nel mio salotto, provvisoriamente trasformato in vivaio.

Seguimi per scoprire una stagione di raccolta piena di novità e soddisfazioni: il Lisianthus ti aspetta con i suoi fiori stupendi dai colori vibranti.

Kadò e l’AI 1024 661 kado flower farm

Kadò e l’AI

Come le nuove tecnologie supportano il lavoro in campo

INTELLIGENZA FLOREALE

La prima AI non si scorda mai

Non ricordo quando ho sentito parlare per la prima volta di intelligenza artificiale, ma ricordo la prima volta che ne ho fatto uso.
L’ho sfruttata un anno fa per stendere una scaletta utile a esporre alcuni contenuti in modo efficace in un video. È stata un’enorme sorpresa! Fino a quel momento la immaginavo così come l’ha descritta il cinema di fantascienza, una fantomatica identità virtuale fatta di server e connessioni con un enorme cervello centrale, dotata di una volontà propria in grado di ragionare e agire come noi, anzi meglio di noi umani, ma soprattutto pensavo che in realtà non esistesse affatto.
E invece eccola, alla portata di tutti su ogni cellulare e in gran parte gratuita, uno strumento semplicissimo da usare e altrettanto utile.

Permette di raggiungere infinite quantità di informazioni ma soprattutto di elaborarle per noi alla velocità della luce in modo che possano essere più comprensibili e fruibili nella quotidianità e soprattutto, con molta disinvoltura… ti dà del tu! 🙂

Intelligenza floreale: imparare dai fiori


Ma torniamo a ciò di cui mi occupo da un po’, che non è l’intelligenza artificiale ma quella che qualcuno ha definito “intelligenza floreale”.
Da anni sognavo di produrre i miei fiori ma solo da un paio sto mettendo in pratica ciò che ho studiato scontrandomi con inevitabili errori e inesperienza. Floricoltura significa coltivare fiori partendo da seme, bulbo, talea o rizoma, per poi trapiantare, concimare, irrigare e infine raccogliere decine di varietà di piante diverse. Ogni varietà ha esigenze diverse a partire dall’inizio, cioè ogni seme per germogliare necessita di tempo, condizioni di luce, umidità e temperatura specifici. Quando poi si ottengono le piantine, anch’esse necessitano di cure specifiche e ognuna di loro è soggetta a minacce differenti tra muffe, funghi, parassiti, clima.

È necessario conoscere quali piante siano adatte al luogo in cui si coltiva perché anche questo con il suo specifico clima influenza la scelta da fare al riguardo. Sono necessarie anche nozioni sul terreno e la sua composizione e sulla composizione di fertilizzanti e ammendanti utili allo scopo di migliorare la vita delle piante. Insomma una quantità di informazioni che per un principiante come me può sembrare davvero troppo!

Non mi sono spaventato e il più delle volte mi sono lasciato guidare dall’istinto, che talvolta mi ha premiato, altre volte meno… Ma l’intelligenza “floreale” necessaria per questo mestiere può essere in parte digerita grazie all’intelligenza artificiale. L’AI mi ha più volte permesso di sintetizzare e schematizzare informazioni sovrabbondanti per renderle digeribili e per poterle mettere in pratica più agevolmente.

Faccio un esempio


Una questione da affrontare nei mesi estivi è la pianificazione degli acquisti di sementi. Qui nascono alcune domande: quali semi acquistare? Ma soprattutto, quanti? Per rispondere si devono conoscere, o per lo meno ipotizzare, alcune informazioni: quante piante nasceranno da un lotto di semi (cosa che dipende dalla germinabilità del seme stesso), quanti fiori farà una singola pianta e in quale lasso di tempo. Raccolte queste informazioni, si procede con un calcolo piuttosto semplice ma da ripetere decine di volte per ogni varietà. Ebbene, l’intelligenza artificiale ha elaborato per me un piano di acquisto delle sementi e un calendario di semina a scalare, in modo che potessi avere il numero di steli da me desiderato per il periodo più lungo possibile, e lo ha fatto in pochissimi secondi.

Tra sogni di androidi e realtà quotidiana

Questo è solo un esempio di ciò che questo potentissimo strumento può fare, anche in applicazione al proprio lavoro. Ci permette già oggi di velocizzare i procedimenti, di comprendere meglio concetti complessi, di raccogliere informazioni utili e chissà in quali altri fantastici modi ci aiuterà in futuro, ogni giorno.

Naturalmente, finiti i gloriosi momenti passati davanti allo schermo in compagnia dell’AI, quando tutto sembra stupendo e semplice e ci si sente come se si avessero dei superpoteri, si torna alla realtà. Che nel mio caso è fatta di giornate frenetiche in balia di impegni di svariata natura, che mi distraggono, disperdono le mie energie e la mia concentrazione in una miriade di compiti quotidiani.
Sì, perché a differenza dell’intelligenza artificiale, per fare ogni cosa, a me e alla mia piccola impresa commerciale e agricola, occorre ben più di qualche secondo! In quei momenti fatti di giornate interminabili in cui le ventiquattro ore sembra non possano bastare, torno a immaginare l’AI al mio fianco sotto forma di un androide fedele e instancabile che con il suo viso antropomorfo ma senza espressioni facciali, con una voce robotica ma tranquillizzante mi dice che non devo preoccuparmi perché mentre riposo sarà lui ad occuparsene, veloce… efficiente… infallibile.

per ora questa immagine è generata con AI, in futuro chissà…

Giugno in farm 1024 683 kado flower farm

Giugno in farm

GIUGNO IN FARM

LA CENA È FIORITA

Il 5 giugno abbiamo apparecchiato tra i fiori. Letteralmente.

La flower farm si è trasformata in una sala da pranzo a cielo aperto, profumata e un po’ selvaggia – proprio come piace a noi. Il tramonto ha fatto la sua parte, tingendo tutto di rosa e oro (sì, anche i bicchieri di vino).

“La cena è fiorita!” è nata così, con l’idea di rallentare, mangiare bene e godersi la bellezza semplice di un tavolo lungo tra i filari, circondato da persone curiose e sorridenti.


Abbiamo brindato tra petali e risate, mangiato portate ispirate alla stagione e alla terra, ascoltato storie. C’erano fiori ovunque – nei vasi, nei piatti. I centrotavola sono stati realizzati dalle partecipanti al workshop che si era tenuto poco prima del benvenuto agli ospiti e da me, con i fiori rigorosamente raccolti in campo. Stefania di Giusté, che ha ideato il menù, ha non solo decorato ma anche arricchito ogni ricetta con petali, foglie e corolle.


E poi la musica! La voce di Georgia Ciavatta e la chitarra di Nicola Pastori hanno creato un’atmosfera unica.

È stata una di quelle serate che non si dimenticano facilmente, un po’ perché era tutto bellissimo, un po’ perché non era affatto scontato andasse tutto liscio. Soltanto poche ore prima, un cielo plumbeo e un vento forte annunciavano un temporale che per fortuna non c’è stato e che invece ha lasciato spazio a una serata fresca e limpida.

Immaginando questa cena, ho buttato il cuore oltre l’ostacolo, come sempre. Non ho pensato alle difficoltà che avrei incontrato e forse è per questo che rischio spesso, perchè lo faccio ad occhi chiusi. Quando però ho realizzato che tante cose sarebbero potute andare storte, ammetto che l’ansia mi ha colto di sorpresa.

Ci sarebbero stati fiori in campo? Avremmo coperto tutti i posti a tavola previsti? E se avessimo dovuto rimandare per il cattivo tempo avremmo ritrovato la disponibilità di tutti i fornitori e degli ospiti per la nuova data?
Per questo devo dire grazie a chi c’era: siete stati parte di un piccolo incantesimo bucolico. Io sono matto ma voi che mi seguite lo siete ancora di più, dovete smettere di incoraggiarmi! Altrimenti andrà a finire che non la smetterò più di sognare e rischiare tutto e per tutto!

A chi non c’era… tranquilli: ci saranno altre magie.
Restate sintonizzati – la prossima cena potrebbe già sbocciare da un giorno all’altro!

Daniele

Inaugurazione farm e autoraccolta 1024 683 kado flower farm

Inaugurazione farm e autoraccolta

INAUGURAZIONE DELLA FARM E DELL'AUTORACCOLTA

COME IL GIORNO DELLA LAUREA

All’inizio di questa primavera abbiamo inaugurato l’autoraccolta in campo nella Kadò Flower Farm.

E sai una cosa? Mi sono sentito un po’ come il giorno della laurea. Quella strana, bellissima sensazione di aver raggiunto un traguardo importante, da festeggiare come si deve… con la consapevolezza però che il bello — e anche il difficile — comincia proprio lì.
Oggi si vede solo un campo di terra smossa, ma dietro c’è già stato tanto lavoro. E ce ne sarà ancora, per anni, prima di vedere sbocciare davvero i frutti di questo sogno. Il percorso è tutto in salita, sì, ma è anche pieno di colori, profumi e incontri inaspettati.

Il sindaco e il folle recidivo


Come ogni laurea che si rispetti, ho iniziato il mio discorso con i ringraziamenti. D’altronde, sono la parte più attesa dal pubblico di ogni tesi! 🙂
Davanti a una piccola folla di amici, parenti e collaboratori, ho voluto prima di tutto ringraziare Riccardo Sparzagni, sindaco di Podenzano. Quel giorno era lì certo come sindaco, ma anche e soprattutto come amico: con lui ho condiviso gli anni dell’università, e nessuno dei due avrebbe mai immaginato che un giorno ci saremmo ritrovati fianco a fianco a inaugurare una Flower Farm, uno come amministratore, l’altro come folle recidivo!

Ognuno ha un ruolo fondamentale

Poi ho chiamato accanto a me i collaboratori di Kadò: Patrizia, Elisa, Patrizia e Matteo. Senza ciascuno di loro, niente sarebbe possibile; è grazie al loro impegno quotidiano se posso fare il mio lavoro come l’ho sempre voluto. Tra il pubblico c’erano anche i numerosi consulenti che mi aiutano a navigare nelle acque burrascose della burocrazia agricola, novità assoluta per me; e ovviamente immancabili i miei genitori, che mi sostengono e incoraggiano da sempre. E no, non è una frase fatta.
C’erano anche alcune giornaliste delle testate locali, che hanno raccontato l’evento su carta e online.

E poi a pranzo!

Dopo i ringraziamenti, il taglio del nastro e poi un pranzo conviviale firmato Giustè Truck Food, che ha aggiunto un tocco goloso a una giornata già piena. Sui tavoli, naturalmente, fiori freschi appena colti che gli ospiti hanno portato a casa con sé.
E dopo il pranzo, tutti liberi di curiosare tra le aiuole fiorite!

La bellezza si coglie, ogni giorno


Il giovedì successivo, 27 marzo, è stato il primo vero giorno di autoraccolta. Un successo! Tantissime persone sono passate a scegliere e raccogliere i fiori e io, finalmente, ho potuto tirare un sospiro di sollievo.

Perché nei miei sogni la Farm è proprio questo: un luogo speciale, nato per coltivare bellezza e soprattutto per condividerla.
Perché la bellezza si coglie. Come un fiore, certo, ma anche nelle piccole cose, ogni giorno. È un’abilità da allenare per restare bambini: solo così si può portare dentro di sé un raggio di sole, anche quando il cielo è grigio.

Quel giorno, dopo tante nuvole, il sole c’era, e non solo in cielo.

Autoraccolta di fiori 1024 683 kado flower farm

Autoraccolta di fiori

AUTORACCOLTA DI FIORI IN KADÒ FLOWER FARM

LA BELLEZZA SI COGLIE

Dal 27 marzo 2025 Kadò Flower Farm apre al pubblico per un’esperienza di acquisto immersiva.

Mi occupo di Flower Design dal 2012 quando ho aperto la mia prima bottega e dal 2024 ho avviato la Flower Farm in provincia di Piacenza per coronare un sogno: vedere i miei fiori nascere e crescere.
Mi ero prefissato per quest’anno un altro primo piccolo grande traguardo, l’inaugurazione dell’autoraccolta in campo. Ma faccio un passo indietro.

Il pallino dei fiori a km zero


L’idea di fare floricoltura, e con essa la necessità di aprire un’azienda agricola di produzione biologica sul territorio, è nata per offrire un prodotto di alto valore, in officina e negli allestimenti, alternativo a quello importato dal mercato olandese.
Si tratta di un percorso cominciato anni fa con la mia formazione personale, che durerà anni e forse non terminerà mai: da sempre Kadò cambia ed evolve, e mai smetterà di farlo.
In questo percorso però ci sono tappe e tempi ben scanditi: uno di questi è proprio l’avvio dell’autoraccolta, marzo 2025. Segue quello dell’apertura della Farm lo scorso anno: i cancelli saranno finalmente aperti al pubblico che potrà ammirare le fioriture e raccogliere ciò che vorrà autonomamente.

Autoraccolta fiori Kadò: perché è diversa?

Questa proposta vede esperienze simili in provincia di Piacenza – anche se in realtà è ancora poco diffuso sul territorio – ma mantiene un carattere innovativo nel panorama del settore floreale.
Il periodo di apertura sarà superiore a sei mesi: non si fermerà con la raccolta delle bulbose primaverili, in primis i tulipani, ma proseguirà con fioriture stagionali fino a settembre/ottobre. L’idea è quella di permettere a tutti di osservare l’andamento delle stagioni e il susseguirsi delle fioriture, vedere i fiori crescere nel loro habitat e quindi rendersi conto della loro origine rompendo lo schema che prevede l’acquisto dei fiori recisi nei negozi come merce slegata dal mondo naturale. Penso in particolare ai bambini, che potranno vivere un’esperienza di cui spesso sono privati se abitano in città, e che li arricchirà anche dal punto di vista culturale.

Un’esperienza speciale per le spose

Come è avvenuto con frutta e verdura negli scorsi anni, ora possiamo fare un’esperienza di acquisto simile con i fiori. Le spose, che di solito scelgono i fiori per il loro matrimonio attraverso le fotografie, ora potranno osservarli in campo mentre crescono nei mesi precedenti all’evento e assaporare in anteprima la magia di un allestimento di fiori stagionali e a km zero. 

 

La bellezza si coglie, per davvero

Il progetto è semplice ma ambizioso: sono ancora tanti gli ostacoli che mi separano dalla sua realizzazione e non posso garantire che saranno tutti superati, ma voglio provarci e misurarmi con questa sfida, sicuro che a tanti piacerà.

Far cogliere la bellezza di un fiore, ora nel vero senso della parola, è da sempre la mia più grande passione.

I cancelli della Flower Farm saranno aperti al pubblico per l’autoraccolta fiori in giorni e orari variabili in base alle stagioni: vai alla pagina dedicata per saperne di più.